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Il bisogno di un nemico

Mi sono accorto che esiste una categoria di persone che ha bisogno del… cattivo. Ha bisogno di un nemico per vivere… o meglio, sembra, per giustificare una propria incapacità alla vita.
Chi fa l’eterno combattente e così si assolve per non aver saputo costruire altro, in quanto appunto impegnato nella lotta contro il mostro.
Chi così sa di avere qualcuno su cui riversare le colpe delle difficoltà che sta affrontando (vero italian style)
Chi così sa che troverà subito qualcun altro, debole e fragile, che gli si affiancherà perchè se c’è una cosa in cui noi umani siamo davvero bravi, e la Rete lo dimostra, è andare contro qualcuno.
Meglio se “tutti insieme”, che ci fa sentire vivi, potenti, nobilitati dal “tutti insieme contro”.

Ora.
Ben vengano i difensori di ogni libertà e diritto umano: siano benedetti sempre.
Ripetiamolo, che male non fa: viva tutti coloro che davvero fanno battaglie per il bene, specie a sostegno dei più deboli. Dio li benedica e protegga tutti.
Ma qui non si sta parlando di loro.

Si sta parlando di chi proprio senza una causa da odiare non ci sa stare.
Di chi in realtà si accorge che stava meglio… quando protestava che si stava peggio.
Di chi dopo la fine “della guerra”, della “battaglia,” si guarda in giro e non sa cosa fare, cioè con chi prendersela.
Di chi è stato risucchiato nel vortice del trovarsi, telefonarsi, parlarsi solo per poter lasciare uscire il marcio che ha dentro, indirizzandolo contro un nemico.

Due cose che ho imparato da queste frequentazioni.
- di solito il nemico, di costoro, nemmeno si accorge che esistono.
- avete bisogno di mare, ragazzi… di tanto, tanto, tanto mare.

E’ bello vivere per amore.
Vivere per odiare è uno spreco di esistenza senza pari.